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I filosofi di questo capitolo.

Crizia (450 circa-403 avanti Cristo).  Cugino della madre di
Platone, si impegn attivamente nella vita politica della sua
citt, Atene. Fu discepolo di Socrate, ader al partito oligarchico
e partecip nel 411 al governo della citt; fu quindi costretto
all'esilio. Rientrato in Atene dopo la sconfitta inflittale da
Sparta, fu investito di importanti cariche pubbliche, divent uno
dei Trenta Tiranni e condusse una durissima politica repressiva
contro i democratici e i moderati. Mor combattendo contro
Trasibulo, capo della rivolta che restaur il regime democratico ad
Atene.

Gorgia (485 circa-391/388 avanti Cristo).  Dalla nata Leontini
(oggi Lentini, in provincia di Siracusa) pass di citt in citt,
in Tessaglia, in Beozia, ad Argo. In due occasioni lo troviamo
sicuramente ad Atene: nel 427, a capo di una ambasceria della sua
citt inviata per chiedere aiuti contro Siracusa, e nel 421, dopo
la pace di Nicia. Mor in Tessaglia, presso Giasone, tiranno di
Fere. Fu autore di trattati di retorica, di due "scherzi" retorici
(paigna) che ci sono pervenuti (Encomio di Elena e Apologia di
Palamede), di un trattato Del Non essere o Della natura, composto
fra il 444 e il 441, di cui ci sono rimaste due parafrasi, una
dello Pseudo Aristotele (con Pseudo Aristotele si indica l'autore
di quelle opere che, pur facendo parte del corpus aristotelico,
sono ritenute apocrife dalla critica moderna) e una di Sesto
Empirico. Nel dialogo platonico intitolato

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Gorgia sono messe in evidenza le sue qualit di retore piuttosto
che la sua riflessione filosofica.

Ippia (443 circa avanti Cristo-?).  Nato a Elide, citt del
Peloponneso a nord di Olimpia, viaggi molto, recandosi a Olimpia,
a Sparta, in Sicilia e ad Atene: ovunque fu apprezzato per la sua
abilit oratoria e per l'efficacia del suo insegnamento. Oltre che
di retorica e filosofia si occup di astronomia, matematica e
geometria. La sua morte, che alcune testimonianze tarde indicano
come violenta e causata da motivi politici, avvenne in circostanze
oscure.

Prodico (460 circa avanti Cristo-?).  Nacque a Ceo, la pi
occidentale delle Isole Cicladi, nel mare Egeo, a sud-est
dell'Attica, di fronte al Peloponneso. Si rec pi volte ad Atene
come ambasciatore, vi soggiorn a lungo, e vi pratic
l'insegnamento probabilmente intorno al 430, all'inizio, cio,
della Guerra del Peloponneso. Sembra che le sue lezioni siano state
ascoltate anche da Socrate, dal poeta tragico Euripide e dallo
storico Tucidide. Secondo una tradizione, che per suscita molti
dubbi, sarebbe stato condannato a morte - come Socrate - per aver
corrotto i giovani; mancano quasi del tutto indicazioni per
stabilire la data della sua morte.

Protagora (492 circa-420/417 avanti Cristo).  Nacque ad Abdera,
citt sulle coste della Tracia, a occidente della penisola
Calcidica. Recatosi ad Atene, stabil un rapporto di amicizia e di
collaborazione con Pericle; nel 444 questi lo incaric di elaborare
la costituzione per la colonia di Turi in Magna Grecia. Ad Atene
sub un processo per empiet e i suoi libri furono pubblicamente
bruciati in piazza. Sembra sia morto in un naufragio, mentre
viaggiava verso la Sicilia.

Sofocle (495-406 avanti Cristo).  Nacque a Colono, dmo
dell'Attica vicino ad Atene, e mor in quest'ultima citt. Non  un
filosofo ma, insieme a Eschilo e a Euripide, un esponente della
grande poesia tragica greca del quinto secolo. Partecip
attivamente alla vita pubblica ateniese. Avrebbe scritto 130
tragedie, di cui ne restano 7; la loro lettura fornisce
un'indicazione estremamente interessante del livello della
riflessione e della discussione sui problemi etici nell'Atene di
quel periodo.

